Nasce sotto l’egida del motto ‘Less is more’ ovvero ‘meno è meglio’ di Ludwig Mies van der Rohe, uno dei padri del modernismo, la nuova accezione del concetto di piacere. Ormai 3 italiani su 5 lo intenderebbero, infatti, come esperienza emotiva anziché materiale da vivere all’insegna della semplicità anziché dell’opulenza, meglio se condividendola con le persone più care anziché con i ‘follower’ sui social media. A rivelarlo uno studio condotto dalla multinazionale dei beni di consumo Imperial Brands che ha coinvolto un campione rappresentativo di 1.025 individui d’età compresa tra i 18 e i 70 anni. In cima alla lista dei piaceri più gettonati dagli italiani ci sarebbero: il tempo per sé stessi (70%), il relax e le attività ‘en plein air’ (69%), il cibo (69%), le relazioni affettive (68%), le risate (66%) e la sessualità (54%).
In particolare, vissuto alla stregua di una sana pratica quotidiana legata a scelte intenzionali, il piacere verrebbe associato all’acquisto di beni costosi solo dal 22% del campione, alla popolarità sui social dal 10% e al lusso tout court dal 9%. Un cambiamento di prospettiva, quello in corso, che risulterebbe particolarmente evidente in età avanzata: quasi 3 italiani su 4 avrebbero cambiato la propria percezione del piacere nel corso della vita e 6 su 10 darebbero oggi più valore alle cose semplici rispetto al passato. A offrire un’ulteriore chiave di lettura del fenomeno sono poi le differenze di genere: le donne, più degli uomini, identificherebbero il piacere con una dimensione relazionale ed emotiva. Elementi centrali per loro sarebbero i momenti di qualità con le persone care (74% vs 62% uomini) e la cura di sé (75% vs 65%). A differenza degli uomini, infine, le donne sarebbero interessate alla realizzazione professionale solo nel 32% dei casi contro il 40% degli uomini. Lontane dal superfluo e vicine a ciò che conta davvero.

