“Io non penso che sia una minaccia”
quella del presidente dell’Inter Giuseppe Marotta su San Siro,
“chiaro che è molto possibile che le squadre lascino Milano ma
io credo che a questo punto il Consiglio debba decidere in piena
autonomia. Io ho la coscienza a posto e ho fatto tutto quello
che c’era da fare. Nella decisione i consiglieri devono valutare
una serie di cose, è chiaro che alla base c’è il contratto e
come è stato elaborato. E poi c’è il futuro di Milano”. Lo ha
detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine della
cerimonia di posa della targa in memoria di Elio Fiorucci nella
Galleria Passarella in città.
“Stamattina ho incontrato Michela Uva, direttore esecutivo
per la sostenibilità sociale e ambientale dell’Uefa, per fare il
punto sugli Europei del 2032. Verranno assegnati nell’ottobre
2026 all’Italia o alla Turchia, anche se l’Italia onestamente è
favorita. Nel dossier bisogna indicare i cinque stadi. Per la
situazione di oggi – ha sottolineato il sindaco -, il rischio è
che non ci sia Milano. Detto ciò, che io sia a favore dello
stadio e mi sia battuto per mantenere lo stadio a Milano, e che
credo che l’accordo sia un buon accordo, è agli atti e nei
fatti. I consiglieri decideranno e spiegheranno ai cittadini
perché votano si o no”.
Per quanto riguarda le polemiche sulla natura della delibera,
il sindaco ha sottolineato che “è tutto strumentale, se io
esagero con la presenza diventa un referendum su di me, se
faccio un passo indietro e lascio gestire all’assessore
all’urbanistica, non va bene, è sempre così. Io credo – ha
proseguito – che l’accordo sia significativamente sostenuto da
valutazione tecniche ed economiche serie e quindi è fatto al
meglio. Noi abbiamo ottenuto tutto quello che potevamo ottenere,
dopodiché ognuno deciderà. Il centrodestra? Quando si andrà in
campagna elettorale, riferiranno sulla loro espressione, in un
modo o nell’altro”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

