Il Colosseo a fare da sfondo, una grande tavolata per mettere in scena il pranzo della domenica, attovagliati Paolo Bonolis e Sabrina Ferilli. Ma soprattutto, un’ospite esclusiva: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pronta eccezionalmente a rispondere alle domande di Mara Venier da studio, sì, ma su nonni e pastarelle.
La puntata di Domenica In con la premier in collegamento accende le proteste dell’opposizione. “Giorgia Meloni – attacca la segretaria Pd Elly Schlein – continua a rifiutarsi di venire in Parlamento a spiegare cosa farà l’Italia rispetto al riconoscimento dello Stato di Palestina e alle sanzioni per il governo israeliano. Però continua a trovare il tempo di confezionare spot elettorali sul servizio pubblico. Oggi ci spiega su RaiUno, la ammiraglia della sua TeleMeloni, quali pranzi e quali pasticcini preferisce mangiare la domenica”.
In un momento tra i più delicati per la politica estera, insiste la leader dem: “Il tutto mentre Canada, Regno Unito e Australia annunciano il riconoscimento dello Stato di Palestina e si aggiungono ai tanti altri Stati che provano a dare il loro contributo per porre fine all’occupazione illegale di Gaza e ai crimini del governo di Netanyahu”.
Critiche respinte con decisione dalla Rai. In un comunicato dell’azienda la presenza della premier a Domenica In viene definita “una pagina di autentico servizio pubblico nel racconto della cultura, delle tradizioni, della nostra industria e della promozione dell’Italia a livello internazionale”.
Il progetto “Il pranzo della domenica”, rivendica Viale Mazzini, “ha visto la partecipazione di 10 città capofila, espressione di amministrazioni di ogni orientamento politico, dal centrodestra al centrosinistra” e “proprio in quest’ottica di coralità e inclusione, durante il collegamento da Roma, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed il sindaco della città Roberto Gualtieri hanno lanciato l’iniziativa”.
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Non sono convinti i parlamentari Pd in commissione Vigilanza: “Nemmeno ai tempi di Berlusconi la Rai si è prostrata così spudoratamente alle volontà di un presidente del Consiglio”, commentano in una nota. “Oggi Telemeloni ha raggiunto l’apice con il collegamento di Domenica in”.
Per i dem, “lo spottone della Rai è ancora più grave perché sono mesi che Giorgia Meloni sfugge a qualsiasi confronto parlamentare” mentre “il mondo sta bruciando, da Gaza a Kiev, ma i cittadini italiani possono ascoltare il proprio presidente del Consiglio che discetta solo di cucina e di altre bagatelle dal megafono di una trasmissione Rai”. Per poi concludere: “Questa è la rappresentazione del brutto clima che si vive in Rai e nel Paese”.
Indignazione condivisa dal Movimento 5 Stelle, per voce della stessa presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia: “È veramente triste vedere in Rai, in una trasmissione molto seguita un’intervista alla premier Giorgia Meloni, mentre in alcune regioni si va al voto”.
“La sua maggioranza – aggiunge – ha bloccato la Commissione di Vigilanza, impedendo ogni controllo parlamentare così lei, impunita, può farsi intervistare a Domenica In sui pranzi della domenica. Una presenza inopportuna e fuori luogo”.
Concetto rilanciato dai parlamentari 5 Stelle in commissione di Vigilanza in una nota: “La Rai ha toccato il fondo. A Domenica In, Mara Venier ha pensato bene di confezionare un’intervista a Giorgia Meloni sulle sue abitudini culinarie della domenica, come se fosse la zia simpatica del palazzo accanto”.
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“Un’operazione indecente, – continuano – pagata con i soldi del servizio pubblico, che ormai non è più servizio ma strumento di regime”. Secondo i pentastellati della Commissione di Vigilanza Rai, “è il segno che Meloni non ha più alcun pudore a trasformare la Rai nella sua vetrina personale. Non siamo più davanti a Tele Meloni, qui siamo dentro a un vero e proprio Teleregime”.
Va all’attacco anche il co-leader di Avs Angelo Bonelli: “Mentre Australia, Regno Unito, Canada e Portogallo hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina, e nei prossimi giorni lo faranno anche Francia e Belgio, Giorgia Meloni va in tv – una tv ridotta a megafono del governo – a parlare del pranzo della domenica e delle pastarelle con i nonni”, commenta. “Una presidente del Consiglio che da 250 giorni non tiene una conferenza stampa, che rifugge da qualsiasi domanda di un giornalista, oggi si presenta a Domenica In come se il Paese non vivesse emergenze drammatiche: il lavoro, l’inflazione, la sanità al collasso, Gaza”.
