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    Home»Breaking News»Idf sferza Gaza City, raid su tende e una scuola-rifugio. Ultimatum di Trump ad Hamas. La replica: ‘pronti a trattare’ – Medio Oriente
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    Idf sferza Gaza City, raid su tende e una scuola-rifugio. Ultimatum di Trump ad Hamas. La replica: ‘pronti a trattare’ – Medio Oriente

    admin5698By admin56988 Settembre 2025Nessun commento5 Minuti di lettura
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    Idf sferza Gaza City, raid su tende e una scuola-rifugio. Ultimatum di Trump ad Hamas. La replica: 'pronti a trattare' - Medio Oriente
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    Donald Trump ha dato un ultimatum ad Hamas. “devono liberare tutti gli ostaggi o ci saranno delle conseguenze. Li ho avvertiti”, ha scritto il presidente su Truth. “Tutti vogliono che gli ostaggi tornino a casa. Tutti vogliono che questa guerra finisca! Gli israeliani hanno accettato le mie condizioni. È ora che anche Hamas le accetti“, ha ammonito Trump su Truth. “Ho avvertito Hamas delle conseguenze se rifiuta. Questo è il mio ultimo avvertimento, non ce ne sarà un altro!”, ha minacciato il presidente americano.

    Hamas afferma di essere pronta “a sedersi immediatamente al tavolo delle trattative”.

    Una fonte vicina ad Hamas ha riferito a Ynet che l’organizzazione terroristica non respinge la proposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo la quale tutti i 48 ostaggi verrebbero rilasciati il primo giorno dell’eventuale accordo in cambio della liberazione di migliaia di detenuti palestinesi tra cui centinaia di terroristi già condannati. Secondo la fonte, “Hamas ritiene necessario chiarire alcuni aspetti, in particolare il rapporto tra il numero degli ostaggi rilasciati e la quantità di prigionieri che Israele libererebbe”.

    “Stiamo distruggendo le infrastrutture terroristiche, stiamo demolendo le torri del terrore”: Benyamin Netanyahu rivendica con orgoglio in riunione con il suo governo la nuova offensiva dell’Idf contro i grattacieli di Gaza City. Per tre giorni consecutivi sono stati presi di mira gli edifici più alti della città, secondo Israele “utilizzati da Hamas” come “punti di osservazione per monitorare la posizione delle truppe israeliane”.

    Per ultima, è stata ridotta in macerie la torre Al-Ruya, la terza rasa al suolo in 72 ore. Nella città “stiamo intensificando le manovre” militari, ha annunciato il premier israeliano, mentre nel mirino dei bombardamenti non ci sono solo i palazzi: secondo quanto riferito da fonti mediche ad Al Jazeera, i raid hanno colpito anche una tenda, case e una scuola-rifugio provocando almeno 21 morti.

    E il sangue dei bombardamenti in tutta l’enclave scorre accanto alla tragica piaga della fame, che in 24 ore ha provocato altre 5 vittime tra cui 3 bambini, portando a 387 il bilancio della carestia dall’inizio della guerra. Prima di colpire la torre Al-Ruya, l’Idf aveva invitato la popolazione a spostarsi nelle “zone umanitarie” di Al Mawasi e Khan Yunis, nel sud della Striscia. Secondo Netanyahu, “circa 100 mila persone hanno già lasciato Gaza City“, ma “Hamas sta cercando di fare di tutto per impedirglielo per utilizzarli come scudi umani”. Diversa la lettura di Hamas, che da giorni parla dei raid contro le torri come “crimini di guerra” che colpiscono edifici “utilizzati dai civili”, mentre la protezione civile della Striscia ha dichiarato che in totale, almeno 50 edifici di Gaza City sono stati rasi al suolo dagli attacchi israeliani, e altri 100 sono stati danneggiati. Mettendo da parte le dichiarazioni, le immagini e le testimonianze rimbalzate sui social dell’ennesimo palazzo raso al suolo raccontano del panico tra coloro che rimangono ancora a Gaza City, nonostante l’avanzata delle truppe israeliane.

    Una soluzione diplomatica del conflitto resta in salita: secondo Channel 12, il presidente degli Stati Uniti avrebbe presentato a Hamas una nuova proposta per un accordo globale che prevede il rilascio di tutti gli ostaggi (vivi e deceduti) nel primo giorno dell’accordo in cambio della liberazione di migliaia di detenuti palestinesi, tra cui centinaia di terroristi e la fine dell’operazione israeliana per la conquista della città di Gaza. Secondo il canale israeliano, Trump gestirà direttamente i negoziati per porre fine alla guerra e le ostilità non riprenderebbero fino alla fine dei colloqui. Hamas – stando a Channel 12 – non ha ancora risposto alla proposta, mentre Israele sarebbe intenzionato ad accettarla.

    Ma se le indiscrezioni alimentano un dibattito che ancora non trova risultati concreti, la guerra intanto va avanti e colpisce anche in Israele: in un evento raro negli ultimi mesi, un drone Houthi è riuscito a bucare le difese dell’Idf colpendo un terminal dell’aeroporto di Eilat-Ramon, provocando un ferito lieve e la chiusura temporanea dello spazio aereo sullo scalo. In precedenza, l’esercito era riuscito ad abbattere altri tre Uav lanciati dallo Yemen, mentre in mattinata due razzi lanciati dalla Striscia di Gaza verso le comunità israeliane nel sud del Paese non hanno avuto conseguenze: uno è stato intercettato mentre il secondo è caduto in un’area disabitata. Con la pace lontana, continua a crescere la condanna internazionale per l’offensiva israeliana a Gaza e le manifestazioni di solidarietà per il popolo palestinese.

    Nel Regno Unito, ha scatenato un’ondata di polemiche il pugno di ferro adottato dalle forze dell’ordine contro la protesta organizzata sabato a Londra a sostegno di Palestine Action, gruppo bollato dal governo come “organizzazione terroristica” e bandito dal Paese: la polizia ha annunciato di aver arrestato 890 persone nel sit-in di sabato. Una cifra che porta a oltre 1.500 il numero dei dimostranti fermati a Londra in poche settimane per aver manifestato solidarietà a Palestine Action, e che alimenta le accuse contro la polizia di una repressione senza precedenti per gli standard britannici. Intanto, si attende la partenza da Tunisi della Global Sumud Flotilla, rinviata al 10 settembre per ragioni tecniche, logistiche e di coordinamento con il resto della flotta. Al porto turistico di Sidi Bou Said, diverse centinaia di sostenitori hanno accolto le navi pronte a salpare verso Gaza con bandiere palestinesi, canti e slogan ProPal.

    Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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