«Con questo decreto l’Esame di Stato torna a essere Esame di Maturità, con l’obiettivo di valutare la crescita complessiva dello studente, il suo grado di autonomia e responsabilità. Rivediamo a tal fine l’orale, che dal prossimo anno tutti gli studenti dovranno regolarmente sostenere per poter essere promossi: chi farà volontariamente scena muta sarà bocciato; diamo anche valore alle azioni particolarmente meritevoli che denotano responsabilità e impegno del candidato. Viene eliminata la discussione sul ‘documento’ che aveva creato incertezze sui contenuti della prova, si porteranno invece all’orale quattro materie caratterizzanti all’insegna di maggiore serietà e serenità. La Maturità entra così in quel percorso riformatore che abbiamo avviato sin dall’inizio del nostro mandato ridando centralità alla persona dello studente». Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha presentato la riforma dell’Esame di maturità.
La riforma dell’Esame di Maturità
Restano le due prove scritte, mentre il colloquio verterà sulle quattro discipline principali dei percorsi di studi – individuate con decreto del Ministro – e sarà integrato da una valutazione del percorso formativo complessivo, che terrà conto anche dell’educazione civica e della formazione scuola-lavoro.
Secondo indiscrezioni italiano e matematica compariranno in quasi tutti i percorsi come discipline principali del corso di studi. Per il classico: latino o greco.
Non ci sarà più il documento scelto dalla commissione per cominciare l’esame che si usava dal 2017. Ci sarà maggiore attenzione alle attività dei «percorsi di formazione scuola-lavoro».
Il colloquio non sarà valido se lo studente sceglierà deliberatamente il silenzio. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo dei commissari, ai quali verrà assicurata una formazione specifica.
Il curriculum dello studente, allegato al diploma finale, dovrà offrire una rappresentazione organica del percorso formativo e delle esperienze significative maturate.
Si riduce il numero di componenti delle commissioni da sei a quattro: restano il presidente, due interni e due esterni.
Cittadinanza e voto in condotta
Il decreto prevede che l’elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, per gli studenti che riportino almeno sei decimi in condotta, sia oggetto di integrazione dello scrutinio finale. Si rafforza, così, il legame tra responsabilità civica e percorso formativo. Questa misura si inserisce all’interno della più ampia riforma del voto di condotta.
Le date
A cambiare sono le giornate degli esami. Da anni la prima prova scritta era di mercoledì, ora passa a giovedì. La seconda prova passa a venerdì e gli orali partono nei primi giorni della settimana successiva. Le date degli scritti sono 18 e 19 giugno 2026.

