Dondup, GCDS, Sessùn, Autry, Filippo De Laurentiis, 120% Lino: non sono che alcuni dei brand di moda che fanno parte del ricco e sfaccettato portfolio di Quadrivio Group, realtà tutta italiana che da oltre 25 è presente nel mercato del private equity e che attualmente gestisce 4 fondi tematici e specializzati che investono nel settore del fashion, ma anche in quelli del beauty, del design e del food & beverage.
La strategia? Acquisire marchi già noti al pubblico per farli crescere su scala mondiale, con scelte finanziare attente, investimenti mirati, ma anche grazie a un know how in tutti i diversi settori necessari per lo sviluppo delle aziende del lusso, maturato in tutti questi anni. L’ultimo acquisto in casa Quadrivio, l’ultima sfida intrapresa dal Group Ceo Alessandro Binello, è Twinset.
Che cosa aveva di così appetibile per voi questo marchio?
«Rappresenta perfettamente quello che noi cerchiamo: siamo dei costruttori di brand, e anche se Twinset fa dei numeri importanti ed è già molto conosciuto a livello europeo, ha il potenziale per diventare ancora più rilevante a livello mondiale».
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In questo preciso momento, qual è la ricetta magica per aumentare il successo di un marchio?
«Oggi è fondamentale targetizzare molto bene il proprio cliente potenziale: bisogna avere le idee chiare, fargli capire chi sei, qual è lo stile che proponi. E fare in modo che in quello stile possa riconoscersi appieno. In fondo, i brand devono ancora riuscire a far sognare la gente».
La verità è che l’industria della moda sta vivendo un periodo, ormai da qualche anno, complicato, per non dire di vera e propria crisi. Un momento al quale molti brand stanno rispondendo con un vertiginoso e inarrestabile aumento dei prezzi. È ancora possibile far sognare la gente, e soprattutto la classe media, della quale la moda sembra essersi completamente dimenticata?
«Credo che quello che stiamo vivendo sia un momento legato alla capacità di spesa generale delle persone, che non colpisce solo o in modo particolare la moda. L’ultra-lusso ha retto, tutto sommato, ma un dato di fatto è che ci sono meno soldi, e in questo momento le persone preferiscono spenderli per vivere esperienze, per viaggiare o fare sport, per esempio, piuttosto che per comprare vestiti o accessori. La moda deve riuscire a restare attrattiva e desiderabile: noi da sempre pensiamo che il lusso accessibile sia il futuro. Crediamo in una moda che abbia un prezzo corretto, giusto e giustificato, nonostante l’inflazione e l’aumento del costo delle materie prime, che sono innegabili. Non è che la gente non si vesta più: bisogna intercettare quello che desidera e darglielo».

