Il colpo d’occhio dell’ultima settimana genovese, tra i giorni in coda per raccogliere beni di prima necessità per la popolazione palestinese e le 40 mila, forse 50mila persone scese in piazza questa sera, ha fatto pensare a tanti di “essere tornati ai tempi del G8 di Genova del 2001: la mobilitazione e la voglia di partecipazione sono le stesse”, c’è chi diceva in corteo per le strade della città, cantando Bella Ciao, fiaccole alla mano e bandiere palestinesi su ogni spalla.
(bussalino)
Se la spedizione navale Global Sumud Flotilla in partenza in queste ore dal porto di Sampierdarena salperà con scopo molto pratico, tentare di forzare il blocco israeliano alla Striscia, creare un corridoio umanitario marittimo per portare tonnellate di aiuti umanitari nella Gaza stremata dalle bombe, la fame e la carestia, l’iniziativa del resto nasce e rimane soprattutto politica.
(bussalino)
E a ribadirlo sono gli organizzatori, le istituzioni, i (tanti) presenti. Pure la neo sindaca Silvia Salis, con manifesta in fascia tricolore: “Siamo orgogliosi di quello che saputo dare questa città, siamo l’Italia migliore”.
(bussalino)
Gli organizzatori
“Accendiamo la luce sui crimini in corso a Gaza”, è l’appello degli organizzatori della missione italiana. La partenza delle prime imbarcazioni da Genova è in programma nella prima mattinata di domenica, poi le tappe in Sicilia e in Spagna, nei prossimi giorni, quindi il via internazionale del prossimo 4 settembre.
(bussalino)
Nel corteo lungo la strada Sopraelevata che scorre intorno ai moli del Porto Antico, un percorso cittadino pensato e voluto per accompagnare idealmente alla vigilia della partenza i genovesi che si imbarcheranno in direzione Gaza city, due volti noti dell’attivismo cittadino come il presidente dell’organizzazione umanitaria Music For Peace Stefano Rebora e Jose Nivoi del Calp, il collettivo degli autonomi del porto che da anni guida i blocchi dei lavoratori dei moli alle navi che trasportano armamenti e carichi militari, si ritrova così una città intera.
(bussalino)
Agnoletto e il movimento del G8 che ritorna
Ci sono le associazioni che hanno coordinato la raccolta che in meno di cinque giorni ha portato oltre 300 tonnellate tra medicinali e viveri da tutta Italia, ci sono tanti cittadini comuni, c’è tanta politica, ci sono anche figure che rimandano ad altre stagioni di impegno. Come Vittorio Agnoletto, lo storico portavoce del Genoa Social Forum proprio ai tempi del G8 del 2011 in città, che dice: “è anche il movimento di allora che ritorna, questa mobilitazione”.
A guidare la manifestazione ci sono i portuali del Calp e i volontari di Music For Peace, attiva in Palestina da vent’anni. Gli autonomi mettono in chiaro che “qualsiasi cosa succeda ai nostri compagni in viaggio, a settembre, non uscirà più un container dai porti d’Europa”, è l’avvertimento e insieme la chiamata alla rete dei portuali che anche in altri paesi hanno iniziato a bloccare i carichi delle armi destinate a Israele e il Medio Oriente. Dall’ong si ricorda Vittorio “Vik” Arrigoni, l’attivista che per i diritti dei gazawi morì proprio dopo aver organizzato per anni tentativi di corridoi umanitari per Gaza city.
(bussalino)
A lui, soprattutto, pensa Maria Elena Delia, storica attivista per la Palestina, portavoce italiana di Global Movement to Gaza, tra gli organizzatori della Global Sumud Flotilla, che spiega le ragioni di “una mobilitazione che non pensavamo avremmo mai visto”, e “si tratterà solo di una goccia in un oceano, ma serve a reagire all’insofferenza, e gettare una luce sui crimini di Israele in una pagina di storia che sarà studiata come una delle più oscure dell’umanità”.
E poi (soprattutto) ci sono i genovesi, che – dice Valentina Gallo, tra le anime dell’organizzazione, colonna portante di Music For Peace – “si sono risvegliati”: tutti insieme, portuali, parrocchie, scout, anarchici, attivisti, famiglie, passeggini, i rappresentanti delle istituzioni, ci sono i circoli sportivi e ci sono i partiti. Pure a riprova di quanto possa essere “larghissimo” il campo del centrosinistra, dal Pd e Avs fino al M5s e Azione compresa, in corteo si sono visti anche consiglieri comunali di centrodestra.
(bussalino)
“Vorremmo almeno riuscire ad aprire un corridoio, anche senza sbarcare. Anche con milioni di tonnellate di beni umanitari, del resto, non risolveremo noi la questione dei gazawi – lancia la sfida Delia – Ma mobilitare tante donne e tanti uomini semplici rappresentanti della società civile, attivisti ma anche insegnanti, ingegneri, panettieri, sarà un modo per spostare l’attenzione di coloro che potrebbero fare qualcosa. Diciamo che la speranza è che i nostri governi si rendano conto che tutte queste persone, sono tutte persone che prima o poi entreranno in una cabina elettorale, e in qualche modo devono rappresentare”.

