MILANO – Nuovi aumenti in vista per Spotify, che cerca risorse per investire in nuove funzionalità e puntare così al traguardo di un miliardo di utenti.
Una cura necessaria per invertire il trend di calo dei profitti che ha caratterizzato il secondo trimestre dell’anno, durante il quale gli abbonati sono sì saliti del 12% annuo (a 276 milioni, mentre gli utenti attivi su base mensile sono poco meno di 700 milioni) ma il conto economico è finito in rosso: e il titolo, all’annuncio dei risultati, aveva perso in doppia cifra.
La prospettiva di rincaro si affaccia a breve distanza dall’annuncio – pronto a concretizzarsi a settembre – di un rincaro dell’abbonamento premium (quello senza pubblicità) di 1 euro a quota 11,99 euro al mese.
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05 Agosto 2025
A delineare le strategie e le conseguenze per gli utenti della piattaforma di musica in streaming è stato Alex Norström, co-presidente e chief business officer di Spotify, in una intervista con il Financial Times. Norström ha spiegato che l’aumento dei listini “fa ormai parte della nostra cassetta degli attrezzi”, dopo lunghi anni in cui i costi sono stati tenuti bassi. Non a caso, quando il mese scorso sono stati annunciati i rincari del listino premium, il mercato aveva accolto la notizia con un balzo dei titoli del 10% scommettendo sulla possibilità di fare più utili. Il mix di aumento dei prezzi e controllo dei costi, dopo molti anni dedicati a far crescere la base utenti, ha dato alla società (e ai suoi azionisti) il primo utile annuale proprio nel 2024.
Il manager non ha fornito dettagli sulla tempistica e le modalità degli aumenti, ma ha assicurato che Spotify “continuerà ad aggiungere valore” per i clienti insieme agli aumenti di prezzo: Norström ha spiegato che gli utenti si stanno convertendo al servizio, notando che sta “conquistando ulteriori quote di mercato”. “Poco più del 3% della popolazione mondiale ci paga in modo ricorrente – ha detto al Ft – Credo che ci sia ancora molto spazio” per far crescere il numero di abbonati.
Personalizzare la transizione tra brani di una playlist, contrasto ai contenuti generati con l’Intelligenza artificiale, sviluppo sempre maggiori di audiolibri e podcast: questo è il menu dei servizi aggiuntivi su cui la società di passaporto svedese si sta concentrando. In cottura, aveva riportato lo stesso Ft qualche mese fa, c’è anche una forma di abbonamento da “superfan” che guarda agli affezionati dei singoli artisti.

