Verrà effettuata l’autopsia sul corpo del piccolo Carlo Panizzo, il bimbo annegato a Cavallino-Treporti, a Venezia, lunedì scorso, 11 agosto. Secondo quanto si legge sul Corriere del Veneto, la decisione è stata presa dagli inquirenti, la pubblico ministero di turno Federica Baccaglini e il procuratore reggente Stefano Ancilotto, «una precauzione in più, per escludere eventuali ulteriori responsabilità». Il bambino era in spiaggia con la mamma Dana Kalarus, come regalo per il suo compleanno appena trascorso, quando la donna non lo ha improvvisamente più visto. «Mi sono girata solo un istante e lui non c’era più», ha spiegato la donna. Dopo ore di ricerca serrata, con anche una catena umana di persone che si formata al largo per trovare il bambino, il corpo senza vita di Carlo Panizzo, che viveva a Roncade con la mamma e il fratello, è stato trovato nella notte, grazie all’utilizzo del sonar.
Benché sia quasi certo che il piccolo sia morto per annegamento, gli inquirenti vogliono vagliare ogni opzione grazie all’esame dell’autopsia, per ricostruire con chiarezza cosa sia accaduto al piccolo scomparso ed escludere ogni responsabilità possibile. Tra le ipotesi, come si legge sul Corriere del Veneto, ci sono quella di un malore, «meno probabile», o che «il bambino sia stato sbilanciato da un’onda e possa aver battuto la testa, perdendo i sensi, e a quel punto abbia bevuto acqua». Si vuole anche verificare «se il bambino aveva lo stomaco pieno per aver mangiato poco prima di immergersi in acqua».
Subito dopo il ritrovamento del bimbo, il sindaco di Roncade ha proclamato il lutto cittadino per il giorno del funerale che potrà svolgersi dopo l’autopsia. «Una cosa che si fatica anche a immaginare», ha spiegato Marco Donadel, sindaco della città. «Credo che la frazione di secondo in cui non si vede il bambino in spiaggia sia capitata a tutti. Per questa famiglia ci sarà tutta la nostra vicinanza».

