E’ di almeno 20 morti il bilancio del naufragio a largo di Lampedusa. Al momento sono infatti stati recuperati 20 cadaveri dopo che due barconi carichi di migranti si sono ribaltaio. Le operazioni di recupero sono però ancora in corso. I cadaveri, già imbarcati su alcune motovedette, dovrebbero giungere in porto fra un paio d’ore. Fra i primi 8 cadaveri giunti a Lampedusa, e già portati alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, ci sono una neonata, 2 uomini adulti, 2 donne e 3 adolescenti (due maschi e una femmina).
Sarebbero tra “12 e 17” le persone disperse nel naufragio al largo di Lampedusa che si aggiungono ad ‘almeno 20 morti, 8 dei quali sono stati già recuperati”. Lo afferma Filippo Ungaro portavoce Unchr in base alle informazioni raccolte dall’organizzazione che sta assistendo i 60 sopravvissuti ospitati nell’hotspot.
“Fino a oggi sono stati 675” tra morti e dispersi “dall’inizio dell’anno nel Mediterraneo centrale” ha ricordato il portavoce.
Le due imbarcazioni cariche di migranti, secondo quanto hanno raccontato i superstiti, sarebbero partite ieri sera da Tripoli, in Libia. Una delle due, nel viaggio verso la Sicilia, avrebbe iniziato ad imbarcare acqua e successivamente si sarebbe ribaltata. Alcuni dei migranti sarebbero riusciti a spostarsi sull’altra imbarcazione ma molti sarebbero caduti in acqua. Anche la seconda imbarcazione, però, essendo stracarica si sarebbe ribaltata.
Verso mezzogiorno oggi il barcone semiaffondato è stato avvistato da un elicottero della Guardia di Finanza a circa 14 miglia a Sud di Lampedusa: subito è scattato l’allarme e da Lampedusa sono partite le motovedette della Guardia Costiera, della Finanza e di Frontex. Sui due barconi, sempre secondo i racconti dei sopravvissuti, ci sarebbero stati tra i 90 e i cento migranti.
I 61 naufraghi superstiti sbarcati a Lampedusa, e già trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola, stanno iniziando a riferire quanto è accaduto. I dispersi – le ricerche sono in corso – potrebbero essere tra 20 e 40. Medici, psicologi e operatori di Euaa (Agenzia dell’Unione europea per l’asilo), con l’aiuto dei mediatori culturali, stanno sottoponendo a controlli i superstiti. Non sembrano esserci emergenze sanitarie e non ci sono minori non accompagnati tra le persone sopravvissute.
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