Otto centimetri in più, un piccolo segnale, ma chissà se basta per decidere di imbarcarsi per Tokyo.
Nel test verità in Germania, Gianmarco Tamberi è tornato in pedana soprattutto per dire a se stesso che il 2.12 saltato agli assoluti di Caorle non era da Gimbo: al meeting per specialisti di Heilbronn però l’olimpionico dell’alto si ferma a 2.20, distante dalle prestazioni che hanno portato l’azzurro in cima a tutti i palcoscenici internazionali. E anche da quelle che comunque aveva in mente il saltatore marchigiano seppure in una stagione in cui gran parte è stata dedicata al recupero di un problema alla gamba di stacco. Un passo avanti, quattro centimetri in più rispetto al personale dell’anno registrato a giugno al Golden Gala, ma che difficilmente spazzano via i dubbi che in questi ultimi giorni hanno assalito Tamberi. “Se la misura è tra 2.12 e 2.20 ci sarà da riflettere” aveva detto appena due giorni fa indicando proprio il meeting tedesco come banco di prova per capire se accelerare verso i mondiali oppure rinunciare e lavorare in progressione per i Giochi di Los Angeles 2028, cameo di una carriera da n.1.
A Heilbronn l’altista azzurro si è presentato con la grinta dei bei tempi: capelli raccolti e versione portafortuna ‘half shave’, in tenuta gialloviola stile Lakers, Gimbo non ha avuto problemi a saltare il 2.10 di ingresso e anche il 2.15 al primo tentativo: il 2.20 è arrivato invece dopo un primo errore, e sono tre quelli alla misura successiva (2.24) che lo tagliano fuori dal podio (quarto alle spalle del tedesco Tobias Potye che vince con 2,27, secondo posto per il neozelandese Hamish Kerr, oro ai Giochi di Parigi, e terzo il ceco Jan Stefela, entrambi a 2,24). Ci ha provato in tutti i modi a infondersi coraggio, ha chiesto ogni volta che il pubblico lo incitasse e alla fine a mani congiunte si è congedato ringraziando per il sostegno ricevuto. Il volto non è choccato come ai campionati assoluti, c’è la consapevolezza che in pochi giorni comunque un miglioramento c’è stato.
Da ambienti federali infatti trapela ottimismo e che questo 2.20 “potrebbe rincuorarlo” e spingerlo nella corsa ai mondiali. Che cominciano tra poco più di un mese nella capitale giapponese. Il tempo è poco, e in mezzo per Tamberi c’è l’evento che con la moglie Chiara aspetta più di ogni altra cosa: la nascita della loro primogenita, attesa per fine agosto. Ora c’è da riflettere, decidere se forzare la mano e sperare che testa e gambe soprattutto lo riportino alle misure da Gimbo.
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