“Vincere è stato qualcosa di
surreale, sono molto felice, ma continuerò ad avere una vita
normale. Ci sono ancora tanti tornei da giocare e presto questo
torneo diventerà parte del mio passato”. Victoria Mboko, 19 anni
tra pochi giorni, non si fa travolgere dal trionfo nel Wta 1000
di Montreal, nonostante l’entusiasmo generale che ha sollevato,
non solo nel suo Canada.
Un atteggiamento improntato al realismo, a compartimenti
stagni, che ha detto di usare anche in campo: “Ogni set per me è
come se fosse un checkpoint. Quando finisce il primo, lo metto
subito da parte e mi concentro sul secondo, un nuovo capitolo,
cercando di fare uno step a livello mentale”, ha detto parlando
del suo successo in rimonta sulla ex n.1 al mondo, Naomi Osaka.
Mboko ha anche confessato di aver rischiato di non giocare la
sua prima finale in carriera nel circuito Wta, a causa del polso
destro gonfio per una caduta in semifinale: “Quando mi sono
svegliata avevo dolore ed ero nervosa, così sono andata in
ospedale. Quando mi è stato dato l’ok per giocare, ho cominciato
a focalizzarmi e ho dato tutta me stessa, provando a non pensare
più al polso”.
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