Per ora quello dell’Antitrust è un rapporto preliminare, ma qualunque genitore si sia trovato davanti a un elenco di libri da comprare per il nuovo anno scolastico in queste settimane sa che i costi sono alti e sembrano più alti degli anni passati.
L’indagine dell’Antitrust
Dal settembre dello scorso anno l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’indagine sul settore dei libri scolastici arrivando ad alcune conclusioni che non sono definitive (l’autorità ha invitato le aziende del settore a inviare osservazioni entro la fine di settembre ndr), ma che suonano familiari: gli editori sono pochi, spesso sono adottate nuove edizioni con minime variazioni, che rendono però difficile usare i volumi dei fratelli maggiori, e gli sconti sono pochi. In realtà le variazioni dovrebbero essere del 20%, ma il garante fa notare che c’è ampia discrezionalità nel farle.
Per le scuole elementari è lo Stato a fornire i libri e quindi a comprarli, per le medie e le superiori sono invece le famiglia a fare l’acquisto in base alle indicazioni che vengono dagli insegnanti. «Le dinamiche commerciali dei libri scolastici risultano peculiari, in quanto la domanda, da un lato, è vincolata all’acquisto nell’ambito di percorsi educativi obbligatori, dall’altro è condizionata da decisioni di soggetti diversi dagli acquirenti e utilizzatori finali, quali possono essere docenti o istituzioni di vario grado, con un conseguente depotenziamento della variabile dei prezzi nell’orientare scelte di consumo che possono risultare di fatto obbligate».
L’indagine riporta poi che l’80% del mercato è di quattro case editrici: l’80% del mercato: Mondadori (32%), Zanichelli (25%), Sanoma (13,5%) e La Scuola (8%). Secondo l’Antitrust nel 2024 le vendite sono salito del 13 % rispetto a 10 anni prima nonostante il calo degli studenti a partire dal 2019. La spesa media è salita fra il 4 e il 5% a studente: 580 euro per l’intero ciclo delle medie e di 1250 euro per le superiori.
Per decreto c’è un tetto di spesa per i libri, ma spesso nelle indicazioni delle scuole ci sono libri segnalati come consigliati che diventano obbligatori e c’è anche la scelta dei libri digitali che hanno costi minori, ma non sono riutilizzabili. L’edizione digitale è in licenza a chi la scarica e non la si può scaricare due volte e lo può fare solo dalla piattaforma della casa editrice. Questo significa che c’è meno carta utilizzata, ma anche una copia usata in meno da comprare a un prezzo più basso. Sono poi limitate al 15% per legge degli sconti massimi applicabili al prezzo di copertina. La limitazione è stata inserita per evitare la concorrenzza della grande distribuzione rispetto ad altri canali, ma è diventata un danno per il consumatore.
Per le case editrici con l’indagine del garante potrebbero arrivare multe e nuove regole per il settore.
I costi 2025
L’aumento medio dei prezzi dei libri di testo nel 2025 è dell’1,7% per la scuola secondaria di primo grado e dell’1,8% per la scuola secondaria di secondo grado, in linea con l’inflazione (1,7% a maggio su base annua, stima preliminare di Istat). Lo dice l’Associazione Italiana Editori sulla base dei prezzi di listino forniti dagli editori e trasmessi al Ministero dell’Istruzione e del Merito.

