«A livello di preparazione si parla già di mesi, non più di anni. Il tempo è molto poco. Da metà settembre in poi sarà un susseguirsi di gare perché noi abbiamo un percorso di qualificazione individuale all’Olimpiade bello tosto che si concluderà a dicembre. Io però dico sempre che c’è tempo, non voglio farmi prendere dalla voglia di fare troppo durante gli allenamenti perché abbiamo già un calendario molto fitto, molto selezionato, molto pensato. A volte fare qualcosa in più non è necessario, bisogna invece seguire quello che è stato pianificato con cura e con dettaglio». Si sente la trepidazione nella voce del pattinatore azzurro Matteo Rizzo, entrato a far parte della famiglia Herbalife a fine 2024 e rappresentante delle Fiamme Azzurre, ma anche la voglia di prepararsi al meglio possibile per quello che è l’appuntamento dell’anno e della vita. Mancano esattamente sei mei al 6 febbraio 2026, il giorno della cerimonia di apertura dei prossimi giochi olimpici invernali, Milano Cortina 2026.
L’atleta va alle Olimpiadi, ma non è mai solo.
«Io ho un team alle spalle molto grande, lo dico sempre, che lavora attivamente tutti i giorni con me. Ci sono otto persone con me tutti i giorni che sono qua al palazzetto. Quando poi un atleta va all’Olimpiade non va solo per se stesso ma va per il suo team, per la sua famiglia, per tutti i suoi sponsor e per tutte le persone che lo hanno sostenuto durante la carriera».
Che estate è questa per lei?
«Di allenamenti, di gran lavoro. Già da inizio giugno abbiamo iniziato una preparazione abbastanza specifica. Cambiamo tipologia di allenamento nei mesi in avvicinamento alla stagione. In generale inizio piuttosto tardi, verso le nove e mezza, dieci di mattina. Oltre all’allenamento c’è la fisioterapia e spesso altro, sono otto ore piene dove giri con una trottola facendo del tuo massimo sia in pista che fuori».
Dove si allena?
«A Bergamo nel palazzetto del ghiaccio di Ice Lab che è una struttura relativamente nuova perché è un palazzetto inaugurato nel 2016. Io mi sono praticamente sempre allenato qua, da quando è aperto. Noi ci alleneremo qua quasi tutta l’estate, con una fase transitoria di ritiro di tre settimane a Claut, in Friuli Venezia Giulia».
La sua è una vita fatta di routine? Sempre le stesse cose dalla pista alla tavola?
«Parlando della nutrizione è fondamentale la routine, sapere che alimenti servono a te in quel momento di allenamento, avere il sostegno parallelo anche di tutti gli altri nutrienti dai sali minerali alle proteine. Sotto questo punto di vista con Herbalife mi sono trovato molto bene. Èfondamentale trovare la routine, averla solida perché durante la stagione deve venire automatica. Quando c’è qualcosa di non automatico o che non funziona ti trovi in difficoltà in un momento in cui di difficoltà non ne puoi avere».
E le altre routine?
«Praticamente faccio tutti i giorni le stesse identiche cose da quando mi sveglio la mattina, entra a far parte della routine sportiva anche l’orario in cui porto fuori il cane, è sempre agli stessi orari. Mi alzo alle otto, porto fuori il cane almeno 40 minuti, poi salgo, faccio colazione, ho tutto pronto già sul tavolo. Preparo le bustine che devo prendere, gli integratori. Pulisco tutta casa, guardo se ho dei lavori da fare sul computer e poi inizio ad andare in pista e poi inizia il warm up e tutta la routine di allenamento».
Le giornate sono tutte dritte e uguali? O ci sono delle giornate storte?
«Le giornate storte ci sono, ma ci devono essere. Questa è la verità che bisogna anche ogni tanto accettare, perché non siamo delle macchine che basta attaccarci la corrente, ricaricare al 100% e andare. A volte si incontrano difficoltà, ma è il team che ti aiuta a superarle, ti aiuta a capire e anche solo individuare la giornata storta e ad analizzarla magari successivamente e a recuperare quello che è salvabile di questa giornata senza buttare via tutto».
La cura della mente invece com’è in questa sua preparazione verso le Olimpiadi?
«La parte mentale e psicologica è molto importante, io sono seguito almeno una volta a settimana. Ci sono periodi della stagione in cui abbiamo già programmato due se non tre volte a settimana, perché il sostegno è importante e soprattutto la mente nel nostro sport, come in tanti altri, è fondamentale. Senza la concentrazione puoi essere allenatissimo, ma non diventerà mai la tua giornata. Si lavora tanto sul cercare di limitare lo spazio delle emozioni, soprattutto fuori dall’ambito sportivo, e cercare la focalizzazione totale senza intrusioni esterne nel momento dell’allenamento e della gara e delle varie preparazioni fuori. Quindi c’è tanta visualizzazione, c’è tanta mindfulness, ci sono anche dei test che noi facciamo per capire a che punto siamo».

