Viola Di Grado con Questo mondo non è casa dedicato al quinto comandamento ‘Non uccidere’, Lidia Ravera che in Più dell’amore offre uno sguardo conturbante e impietoso sul decimo comandamento ‘Non desiderare la roba d’altri’ e Jennifer Guerra con La fabbrica di bottoni sul sesto comandamento ‘ Non commettere atti impuri’. Sono le autrici dei nuovi titoli, in libreria il 2 settembre, della collana Rizzoli dedicata ai Dieci comandamenti in cui grandi scrittrici italiane raccontano in modo nuovo e attuale il decalogo dell’Antico Testamento, rileggendolo dal punto di vista delle donne, non più affidato soltanto alla voce maschile, come vuole la tradizione. Inaugurata da Dacia Maraini, Ilaria Gaspari, Veronica Raimo e Federica Bosco, la collana raccoglie dieci romanzi brevi firmati da scrittrici contemporanee che attraverso i loro sguardi rielaborano il messaggio dei Comandamenti guardando alla società e all’umanità di oggi. Partner di Rizzoli, anima editoriale del progetto, è Anele, la società di produzione di Gloria Giorgianni, che gestisce i diritti audiovideo della collana per la realizzazione della serie tv dal titolo ‘Undici’. In Questo mondo non è casa, Viola Di Grado esplora il tema del femminicidio ribaltandone la prospettiva con un punto di vista inedito e attuale. In un crescendo di tensione e ambiguità, si consuma un dramma psicologico sul potere dell’immaginazione, sulla violenza nascosta nel linguaggio del patriarcato e sull’illusione del controllo che ci divora, sino all’atto estremo. In Più dell’amore, Lidia Ravera racconta un gioco di seduzione mosso dalla brama di possedere le cose, un racconto sulle nuove povertà e su una generazione di adulti eternamente adolescenti. Ne La fabbrica di bottoni Jennifer Guerra parte dal sesto comandamento, per raccontare una piccola, personalissima rivoluzione, una storia di emancipazione femminile attraverso la vicenda di una giovane operaia nella storica fabbrica della Zedapa a Padova. A completare la serie saranno i romanzi di Ritanna Armeni sul nono comandamento, ‘Non desiderare la donna d’altri’, Camilla Baresani sul secondo comandamento, ‘Non nominare il nome di Dio invano’ e Teresa Ciabatti sull’ottavo comandamento, ‘Non dire falsa testimonianza’.
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