La seconda generazione della Range Rover Evoque è elegante ed equilibrata, ha un abitacolo moderno e molto curato ed è comoda. In più, le versioni 4×4 affrontano con scioltezza il fuori strada impegnativo: merito del raffinato sistema di trazione integrale. Difetti? Il peso elevato, che influisce sui consumi, e i prezzi alti. Le quotazioni restano elevate anche per le auto usate, nonostante le ormai ben note carenze nell’affidabilità.
ATTENZIONE ALLE “VECCHIETTE”
Tanti i richiami sugli esemplari più anziani: verificate nel sito unrae.it (nella sezione richiami) se l’auto che vi interessa è tra quelle coinvolte. Tra i più importanti quello del tachimetro digitale che a volte mostrava le indicazioni in miglia orarie e quello sui malfunzionamenti della chiamata di emergenza. C’è stato, inoltre, un rischio di incendio nelle mild hybrid a causa di un sovraccarico elettrico che poteva causare un corto circuito nel convertitore: è stato risolto tramite un aggiornamento software.
BENZINA O DIESEL, POCO CAMBIA
Non pochi clienti hanno riferito di grattacapi meccanici: ci sono state, per esempio, perdite di carburante (che finiva nel vano motore o sull’asfalto) a causa della rottura del tubo di ritorno (quello che collega gli iniettori al serbatoio). Per prolungare la vita sia dei motori a benzina sia dei ben più diffusi (ma altrettanto fragili) turbodiesel, si consiglia di anticipare i tagliandi rispetto alle prescrizioni della casa.
LA CRONOLOGIA
2019 – Tutti 2.0 sovralimentati i motori al lancio. Oltre al diesel da 150 CV (l’unico abbinato alla trazione anteriore e al cambio manuale), c’erano sei mild hybrid: a benzina, con 200, 249 o 300 CV, o a gasolio (da 150 o 179 CV, o biturbo con 241 CV). Tutte hanno l’airbag esterno che protegge i pedoni in caso di investimento, il mantenimento in corsia e la telecamera posteriore. La HSE e la First Edition aggiungono il cruise control adattativo e il monitoraggio dell’angolo cieco.
2020 – Debutta la versione ibrida plug-in, con una potenza complessiva di 309 CV e un 1.5 turbo a tre cilindri a benzina. È automatica e 4×4.
2021 – Esce di produzione il biturbodiesel e la potenza dei turbo a gasolio sale da 150 a 163 CV e da 179 a 204 CV. Esordisce un 1.5 turbo a tre cilindri mild hybrid a benzina da 160 CV e il cruise control adattativo diventa di serie per tutte (base esclusa). L’infotainment è aggiornabile over-the-air (senza cioè passare dal concessionario) e il “clima” guadagna un filtro dell’abitacolo più efficace.
2023 – Arriva il restyling. Fuori cambiano la mascherina e la grafica interna dei fari; dentro, al posto dei due schermi a sfioramento a centro plancia, ci sono un unico display “touch” di 11,4”, una piastra di ricarica senza filo per gli smartphone e portaoggetti più ampi. Più ricca la dotazione: ci sono cruise control adattativo, fari full led, interni in pelle e sedili anteriori regolabili elettricamente.
I MOTORI
- L’unico motore non ibrido, il 2.0 turbodiesel da 150 CV, è anche l’unico offerto in abbinamento alla trazione anteriore e al cambio manuale. Se andate solo su asfalto può fare al caso vostro. I consumi medi ufficiali sono di 15,9 km/l.
- La vivacità non è il punto di forza del 2.0 turbodiesel mild hybrid da 150 CV: il peso elevato (oltre 1800 kg) incide sulle prestazioni e sui consumi: 11,2 secondi nello “0-100” e 14,9 km/l secondo la casa.
- Nella variante da 179 CV, questa 2.0 ibrida leggera a gasolio offre maggiore verve (9,3 secondi dichiarati nello “0-100”) garantendo consumi abbastanza simili: 14,7 km/l promessi.
PERCHÉ SÌ
- Comfort
L’assorbimento delle buche è ottimo, anche con i cerchi grandi. Curata l’insonorizzazione. - Finiture
L’abitacolo, sontuoso e moderno, presenta montaggi molto precisi. - Fuori strada
Le 4×4 possono affrontare percorsi impegnativi: hanno 21,2 cm di distanza da terra e 60 cm di capacità di guado.
PERCHÉ NO
- Bagagliaio
Il vano è piccolo e poco profondo. In più, il divano reclinato non è orizzontale. - Consumi
La sete è elevata a causa del peso: le versioni più leggere superano i 1700 kg. - Sistema di infotainment
Fino all’aggiornamento del 2023 era composto da due schermi a sfioramento poco reattivi.
I GUASTI PIÙ FREQUENTI
- L’automatico a nove rapporti può causare contraccolpi, restare bloccato o perdere fluido idraulico. Di solito basta cambiare un tubo scorrevole interno (cannotto), che, se usurato, causa delle lievi “grattate”. Ma a volte serve un cambio nuovo.
- Le frequenti vibrazioni in frenata segnalate dai clienti sono dovute a premature deformazioni dei dischi che si verificano anche dopo poche migliaia di chilometri. Il problema si risolve con la sostituzione, anche delle pastiglie.
- I 2.0 diesel sono delicati; valutate con favore un’auto tagliandata anche più spesso di quanto previsto dalla casa. Un forte rumore metallico può dipendere dalla catena di distribuzione da cambiare; i cuscinetti danneggiati dei contralberi di equilibratura, invece, “fischiano”.
- Il filtro antiparticolato fatica a raggiungere le temperature di rigenerazione. Per prevenire il guaio bisogna percorrere tratti di strada lunghi, per risolverlo si deve andare in officina per una rigenerazione forzata o per la sostituzione del pezzo.
QUALE SCEGLIERE?
Nonostante la scarsa affidabilità, il modello è molto richiesto di seconda mano e questo si ripercuote sulle quotazioni (alte). Le più diffuse sono le 2.0 diesel, soprattutto le mild hybrid. Molto rare le versioni a benzina e le ibride plug-in.
Chi cerca un’auto di questa casa la vuole 4×4. La 2.0 diesel non ibrida da 150 CV, l’unica a trazione anteriore, nel 2020 rappresentava meno del 6% delle vendite.
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