Sotto il vestito niente di storie vere e verosimili ne aveva a bizzeffe. Bastava solo sceglierne una. Lucherini sfruttò il malcontento della moda di cui si era tanto chiacchierato. Quindi, alla prima riservò una fila di poltrone agli stilisti che erano entrati in polemica con la produzione, con tanto di nome e cognome stampato in bella vista. Il front row rimase vuoto e la stampa non potè fare a meno di notarlo. «La moda di Milano trema» titolarono i giornali ma quella era una «lucherinata», la prima di Lucherini per Carlo Vanzina.
Rossella Jardini racconta il suo legame con Franco Moschino: come lui nessuno mai
È stata per molti anni il braccio destro – e la musa – di quel genio mai abbastanza celebrato di Franco Moschino. E ne ha poi, per 20 anni, preservato l’eredità estetica e culturale. Oggi Rossella Jardini è (ancora) un’elegante signora, che racconta in un libro fresco di stampa il suo legame con «la persona che mi ha fatto più ridere nella vita»
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«All’anteprima milanese di Sotto il vestito niente, che attaccava il mondo della moda, piazzai i nomi degli stilisti sulle poltrone» raccontò il press agent al Messaggero «mi ero ben guardato dall’invitarli e, quando le sedie rimasero vuote, dissi che avevano boicottato il film. I giornali abboccarono e il botteghino esplose». Una marachella che a Lucherini costò la chiusura di ogni rapporto con gli stilisti milanesi per qualche anno.
Se, per ovvie ragioni, non possiamo svelarvi chi ammazzava le modelle con delle forbici da sarto nella finzione, nella realtà però possiamo rivelarvi l’autore del libro da cui tutto è gemmato. Non è più un mistero da circa trent’anni. Marco Parma è Paolo Pietroni, giornalista di lungo corso, in quegli anni era direttore di Amica. Naturale che conoscesse alla perfezione luci e ombre del mondo della moda che vedeva in Milano la sua capitale indiscussa.
Il titolo di questa pellicola di culto (sono nel cast anche un’esordiente Anna Galiena e Sonia Raule) è diventato una locuzione usata comunemente anche da chi non ha mai visto il film e che adesso avrà modo di colmare la lacuna. Quel niente sotto il vestito quarant’anni fa fu in grado di far tremare i grandi della moda (meno uno), almeno così narra la leggenda. Allora quel niente, checché ne dicano i detrattori di ieri e di oggi, proprio niente non sarà.

