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    Home»Motori»Intervista ad Alex Burg: dal disegnare il turbo 2026 della Red Bull al fondare Racetrack Dynamics
    Motori

    Intervista ad Alex Burg: dal disegnare il turbo 2026 della Red Bull al fondare Racetrack Dynamics

    admin5698By admin569818 Luglio 2025Nessun commento8 Minuti di lettura
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    ESCLUSIVA - Intervista ad Alex Burg, ex ingegnere Red Bull
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    Alex Burg è un ingegnere meccanico che ha lavorato per più di un anno in Red Bull, contribuendo in maniera significativa allo sviluppo del turbo del motore 2026.

    In cerca di una nuova sfida, ha deciso di fondare – insieme al suo amico e collega Javier Bermejo – il progetto Racetrack Dynamics, che ha l’obiettivo di avvicinare aspiranti ingegneri al mondo della Formula 1.

    La redazione di Formula1.it ha avuto il piacere e l’onore di porgli delle domande, riportate nella seguente intervista.

    FP: “Ciao Alex, è fantastico averti qui con noi. Cominciamo parlando della tua carriera in Formula 1”.

    AB: “Sì, certo. Ci sono arrivato molto rapidamente. Sono sempre stato appassionato di macchine. Credo che tutto sia iniziato guardando Top Gear, ad essere sincero. Mi è sempre piaciuto. E fin da quando ero bambino, ho sempre desiderato poter dire: ‘Ehi, guarda quel motore, guarda quella parte, guarda quella cosa: l’ho fatta io’. Era quello che avevo sempre voluto dire. Ora che ci sono riuscito, posso morire tranquillo.

    “Sono spagnolo e ho frequentato l’università nel Regno Unito, nel nord dell’Inghilterra. Sono entrato nella Formula Students, ho incontrato un sacco di persone davvero fantastiche e mi sono appassionato, mi sono buttato a capofitto in questa avventura. Ho iniziato a lavorare sodo, dedicandomi a tanti piccoli progetti collaterali e altre cose. Poi sono stato assunto dalla Red Bull Racing per la stagione 2023 e 2024, prima di tornare all’università per finire il master in ingegneria meccanica”.

    FP: “Sì. Volevo chiederti proprio questo: quanto è difficile lasciare la Formula Uno per tornare a studiare? Quanto è difficile affrontare questa decisione? Da un punto di vista mentale…”

    AB: “L’ultimo giorno è molto difficile. L’ultimo giorno alla Red Bull è stato pieno di nostalgia, pieno di dubbi del tipo ‘voglio davvero andarmene?’

    “Ci sono sempre aspetti positivi nell’andarsene, ma, specialmente l’ultimo giorno, sono tutti gli aspetti negativi a renderlo davvero difficile. In particolar modo la nostalgia.

    “Ho fatto una piccola passeggiata intorno alla fabbrica per vedere tutto un’ultima volta. È stato sicuramente difficile. E voglio dire, lì si vedono cose che sono semplicemente pazzesche. Cose che non si vedono da nessun’altra parte: lavorare alla Red Bull PowerTrains con un budget di 110 milioni, non si può fare da nessun’altra parte. Quindi ho dei ricordi molto belli della Red Bull”.

    FP: “Tornando al lavoro in Formula 1: come ti hanno influenzato gli ‘alti e bassi’?”

    AB: “Nella mia esperienza, dato che stavo lavorando alla Power Unit 2026, non posso davvero parlare delle sensazioni dei weekend di gara. Quello che è successo alla Red Bull PowerTrains è che la maggior parte delle nuove versioni dei motori venivano testate nei weekend. Quindi passavi settimane, se non mesi, a lavorare sulla prossima versione del motore. Poi la maggior parte di noi partiva il venerdì per il weekend di gara e non sapeva cosa fosse successo fino al lunedì mattina.

    “Era davvero frenetico. E il lunedì vedevamo tutti le facce delle persone e pensavamo ‘oh, non è andata molto bene’ o ‘sono tutti felici e rilassati, abbiamo fatto un buon lavoro’.

    “Può essere straziante lavorare così a lungo, soprattutto l’ultima settimana prima dell’accensione del motore… È sempre molto frenetico: bisogna sistemare molte cose, correre a mettere ordine.

    “Fallire un test può essere piuttosto straziante, ma anche molto gratificante quando la prova funziona. Di tanto in tanto, ogni volta che c’è stato un grosso fallimento, almeno, è sempre deludente il giorno stesso, ma nelle settimane successive le persone si rallegrano, lo prendono bene.

    “Se vai in giro per l’ufficio, vedi persone con pistoni rotti o cose del genere. Ogni volta che è la loro parte che ha causato il guasto al motore, spesso la mettono in una piccola scatola di vetro per ricordare a se stessi che ‘questo ha causato un guasto al motore in questo punto’.

    FP: “Allora, Alex, riguardo ai regolamenti del 2026. Quanto puoi spiegare ai fan, che ovviamente non sono esperti di motori, cosa sta cambiando, quanto sta cambiando, perché si dice che sarà una formula basata sui motori o qualcosa del genere?”

    AB: “Ad essere sincero, probabilmente è cambiato un po’ da quando me ne sono andato. Me ne sono andato nell’agosto del 2024. Da allora, si è parlato molto di quanta potenza possa effettivamente essere erogata dal lato MGU [Unità di Generatore del Motore, ndr], che, voglio dire, è in sostanza il punto centrale delle nuove norme.

    “I motori sono abbastanza simili dal punto di vista della combustione. Il fatto è che puntavano a ottenere una quantità enorme di energia elettrica dall’MGU. Questa è stato una grande sfida per praticamente tutte le squadre e io non ne sono più così coinvolto.

    “Si sente dire continuamente che stanno cercando di ridurre quella quantità di energia perché la esauriscono alla fine dei rettilinei. Per dirla in modo semplice a chi non ne ha mai sentito parlare, [i nuovi motori, ndr] sono abbastanza simili [a quelli attuali, ndr]. Il turbo è un po’ diverso. Il turbo non è più un MGU-H. Stanno eliminando il turbocompressore assistito elettricamente. Ora è un turbocompressore standard che si vede nelle auto stradali.

    “Il motore elettrico, che in realtà è minuscolo, se lo vedi è davvero minuscolo, è molto efficiente e ben integrato. Prende solo un’enorme quantità di energia dall’ERS [Sistema di Recupero dell’Energia, n.d.r.], la batteria. Ha solo una percentuale di potenza molto maggiore rispetto all’intera Power Unit.

    “Penso che sarà una stagione dominata dai motori, semplicemente perché è difficile. Perché, come sapete, i motori a combustione esistono da più di 100 anni. È la parte elettronica che è difficile. È difficile farlo funzionare bene.

    “È difficile avere così tanta energia da poter scegliere dove impiegarla e farlo correttamente. I costruttori di F1 non hanno tanta esperienza in questo campo quanto ne hanno con altre unità di potenza, con le unità di potenza a combustione. Sono sicuro che ci sono altre cose, ma dalla mia esperienza di lavoro nel reparto turbocompressori, ora abbiamo una dimensione completamente nuova del problema, che è il turbo lag.

    “Il turbo lag non era un problema in passato. Si poteva sempre ricavare energia dai gas di scarico e si poteva sempre impiegare la potenza compressa lì nel motore. Ora non è più possibile farlo.

    “Ora bisogna fare i conti con il turbo lag, che è una dimensione completamente nuova. Ci sono un sacco di cose tecniche super interessanti che si fanno, di cui non posso parlare. È una dimensione completamente nuova ed è difficile, ed è per questo che farà la differenza.

    “Penso che tutti capiscano molto bene i motori attuali, sono tutti simili e tutti sanno come funzionano. Capire tutto questo, d’altra parte… Il turbo lag non è stato un problema in F1 per molti, molti, molti anni. Dover ripensare tutto questo e adattarlo alle auto attuali è difficile, quindi ci saranno alcune squadre che riusciranno a farlo bene”.

    FP: “Posso chiederti di presentare brevemente il progetto Racetrack Dynamics ai lettori?”

    AB: “Certo! È nato insieme al mio collega Javier, perché lui riceveva sempre molte richieste su LinkedIn da persone che volevano entrare nel mondo della Formula Uno, che chiedevano consigli, che desideravano avere il suo stesso lavoro.

    “La gente gli chiedeva sempre: ‘Come posso fare? Come posso arrivare dove sei tu? Posso venire in fabbrica a trovarti un giorno?’ Questo succede molto più spesso di quanto si possa pensare, in realtà.

    “Questo lo ha portato a ideare il nostro corso principale, la ‘Guida completa alla dinamica dei veicoli in F1’, che fondamentalmente condensa i suoi quasi 10 anni di esperienza in un unico corso di 12 ore per insegnare alle persone la dinamica dei veicoli e ciò che ha imparato in Formula 1”.

    SE VUOI SAPERNE DI PIÙ SUL PROGETTO RACETRACK DYNAMICS, NON PERDERE L’INTERVISTA AI DUE FONDATORI, ALEX BURG E JAVIER BERMEJO, IN USCITA IL 20 LUGLIO.

    FP: “È davvero interessante. Un’ultima richiesta: potresti condividere con noi un breve messaggio rivolto ai giovani studenti che vorrebbero entrare nel mondo della Formula 1 e dirci quanto sarebbe importante per te avvicinare le persone alla Formula 1?

    AB: “Penso che a qualcuno che desidera entrare nella F1 e sta lottando, o non sa come fare o qualcosa del genere, direi: ‘Ti capisco, perché ci sono passato anch’io. Ho vissuto la stessa esperienza e tutto quello che posso dire è: non lasciare che niente e nessuno ti fermi’.

    “Solo un breve esempio: una persona che conosco e che lavorava alla Red Bull è di Barcellona. Mi ha raccontato la sua storia di quando faceva domanda per tutti i tipi di lavoro: nel Regno Unito, in Svizzera, in Italia, per lavorare nella Formula 1. I suoi amici gli dicevano: ‘Perché fai domanda per un lavoro nel Regno Unito? Se lo ottieni, dovrai trasferirti lì e parlare in inglese e tutto il resto’. Beh, uno di loro è arrivato alla Formula Uno, uno è mio amico alla Red Bull Racing e gli altri sono solo persone a Barcellona. Questo è esattamente il motivo per cui non devi lasciare che nessuno ti fermi e non pensare che nessun compito sia troppo grande per te”.

    FP: “Che dire, Alex: è stato fantastico. Buona fortuna con Racetrack Dynamics e grazie mille per aver condiviso tutto questo con noi!”.

    AB: “È stato un piacere, Fabrizio, grazie”.

     

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    Foto copertina www.linkedin.com

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