Cosa ci fanno un architetto cileno premio Pritzker, una poetessa italiana, un artista camerunese e una pietra lavica scolpita da un algoritmo nel verde di un bosco toscano? Succede a San Marcello Piteglio, nel Pistoiese, dove il 15 giugno ha aperto OCA – Oasy Contemporary Art and Architecture, progetto visionario che trasforma la natura in palcoscenico per opere site-specific, firmate da artisti e architetti internazionali. Niente pareti bianche, niente biglietti, nessuna coda: qui si entra a piedi, camminando tra alberi, radure e silenzi.
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Il percorso comincia già nel parcheggio. Si lascia l’auto, si indossano scarpe comode e si prosegue a piedi nel bosco, tra castagni e salite dolci, fino a raggiungere una vecchia stalla riconvertita in spazio espositivo. Si entra per visitare L’Arte è WOW! con le opere nate dai laboratori creativi di Dynamo Camp, dove da oltre quindici anni bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche creano fianco a fianco con artisti internazionali. Poi ci si sposta all’esterno, per camminare lungo un anello artistico, con visita guidata, in cui ogni installazione sorprende per linguaggio, materiali e relazione con il paesaggio.
Il paesaggio dell’Oasi. Foto di Mattia Marasco
La sorpresa dell’arte nel bosco
Ogni tappa è l’incontro con un’idea. A partire dal Dynamo Pavilion di Kengo Kuma, con le sue strutture in corten che danzano sospese tra i rami degli alberi, seguendo il ritmo del vento. Poco oltre, ci si ritrova sdraiati su una panca sotto l’architettura minimale di Michele De Lucchi, costruita con parole e legno, per ascoltare la voce di Mariangela Gualtieri che recita i versi della sua poesia Nella terra il cielo.
Si passa tra massi di pietra lavica scolpiti da algoritmi generati da un software nella scultura Erosions di Quayola, poi ci si inoltra tra i monoliti di Matteo Thun, raccolti sul posto e disposti in cerchio come in un rito antico, ispirati all’enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco. E ancora: le provocazioni coloratissime di Pascale Marthine Tayou realizzate con una cascata di sacchetti di plastica colorata, le bandiere fantastiche inventate da David Svensson che sventolano sui pali, le pietre e gli specchi di Self-regulation, una “trappola visiva” ideata da Alejandro Aravena che invita a entrare, sedersi e chiedersi: che ruolo ho io, qui dentro?
La direzione artistica è di Emanuele Montibeller, che in passato ha dato vita ad Arte Sella in Trentino. Cimentandosi con questa nuova avventura toscana, ha immaginato un progetto vivo, che crescerà nel tempo con nuove firme e nuove opere, come quelle di Stefano Boeri, Diana Scherer, Alvaro Siza, Eduardo Souto de Moura, Edoardo Tresoldi che verranno inaugurate nei prossimi anni.
Ad accogliere gli ospiti è il nuovo Centro Visite, appena inaugurato. Destinato a diventare luogo di riferimento per la ricerca scientifica e l’educazione ambientale, ospiterà residenze per studiosi, progetti di studio, attività didattiche rivolte alle scuole di tutto il territorio nazionale, esperienze di ecoturismo e incontri divulgativi aperti alla comunità locale.
L’opera di Pascale Marthine Tayou Plastic-bags, 2024 OCA Oasy Contemporary Art (Foto di Mattia Marasco)
Una riserva nata da un sogno
OCA non esisterebbe senza Oasi Dynamo. Questa riserva privata affiliata al WWF si estende per oltre mille ettari tra boschi, prati e crinali. Dove un tempo batteva il cuore produttivo della SMI – Società Metallurgica Italiana, produttrice di proiettili e bossoli, oggi pulsa un modello virtuoso di rinascita ambientale, sociale ed economica.
All’origine dell’oasi c’è il progetto della nuova proprietà, che ha trasformato un territorio ferito in un laboratorio di sostenibilità. In questa comunità agricola la natura è gestita con cura, i sentieri mantenuti con attenzione, i pascoli restituiti al ciclo lento delle stagioni. Ma non è solo conservazione: è un modo di vivere, lavorare, educare.
Perché Oasi Dynamo è anche un luogo per i bambini. Ogni estate, tra giugno e agosto, ripartono i campi estivi: otto settimane di avventura per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni. Si dorme in tenda, si esplorano i sentieri orientandosi col sole e le stelle, si impara a costruire un riparo, a riconoscere le tracce del lupo, a mungere una mucca, a preparare il formaggio. Lontani dagli schermi, i ragazzi riscoprono un rapporto diretto con la natura. È un’educazione alla meraviglia.
Oasi Dynamo -Foto di Mattia Marasco
Dynamo Camp, dove il gioco diventa terapia
Nel cuore di questo paesaggio rigoglioso si trova anche Dynamo Camp, il primo camp di terapia ricreativa in Italia dedicato a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, spesso in cura o in fase di post-ospedalizzazione. Nato nel 2007 per iniziativa della Fondazione Dynamo, è parte del network internazionale SeriousFun Children’s Network, fondato da Paul Newman. Un progetto che ha portato negli anni migliaia di bambini a ritrovare leggerezza, fiducia e voglia di esplorare attraverso il gioco, la creatività, lo sport e il contatto con la natura.
A Dynamo Camp non si cura la malattia, ma si alimenta la parte sana del bambino, quella che ha bisogno di ridere, esprimersi, fare amicizia. Tutto è pensato per accogliere anche chi ha disabilità complesse: la struttura è accessibile, i percorsi sono inclusivi, lo staff altamente specializzato. E il segreto del successo sta nella formula semplice e potente: fare in modo che ogni bambino torni a sentirsi semplicemente se stesso.
Accanto ai programmi residenziali, Dynamo propone anche camp per fratelli, genitori e intere famiglie, con un impatto sociale che va ben oltre la durata del soggiorno. È qui che nasce il progetto Dynamo Art Factory, che coinvolge artisti contemporanei in residenza per creare, insieme ai ragazzi, opere originali oggi raccolte nella mostra L’Arte è WOW! visitabile lungo il percorso di OCA. Ogni opera racconta una storia di incontro, ogni tela è una prova concreta di come l’arte possa essere cura, esperienza e meraviglia.
Eco-lodge per dormire tra cervi e poesia
Chi desidera restare più a lungo può soggiornare all’Oasyhotel, eco-lodge diffuso pensato per chi cerca silenzio, natura e autenticità. Le camere sono rifugi in legno con grandi vetrate affacciate sui boschi, materiali naturali e il profumo del legno che accompagna il risveglio. Chi vuole vivere la natura più da vicino può partecipare a safari notturni, escursioni guidate alla ricerca delle tracce dei cervi, dei lupi, delle volpi che popolano la riserva.
Le giornate scorrono lente tra passeggiate, uscite in e-bike, momenti di lettura nel verde o sessioni di yoga all’aperto, allineati con la luce e il respiro della foresta. E per chi sogna un angolo d’acqua in quota, poco distante dai lodge e dai sentieri si scopre un piccolo laghetto, incastonato tra gli alberi e alimentato da sorgenti naturali. Al centro, una piscina galleggiante in legno, essenziale e armoniosa, dove nuotare immersi nel silenzio del paesaggio.
A tavola, l’esperienza continua con due ristoranti che interpretano il territorio. A Casa Luigi, accanto al percorso d’arte, si gustano piatti preparati con prodotti dell’azienda agricola della riserva: formaggi, burro, ortaggi che nascono in equilibrio con l’ambiente e il ritmo delle stagioni. Accanto alla reception di Oasyhotel, si cena al ristorante Le Felci con delizie locali, dalla panzanella con pomodori freschi alla pasta fatta in casa con ricotta e basilico.
Info utili
OCA – Oasy Contemporary Art and Architecture è aperto dal 15 giugno al 7 novembre, dal mercoledì alla domenica, ore 11-17. Il percorso guidato (20 €; gratuito per bambini sotto i 10 anni) si visita solo su prenotazione ad orari prestabiliti, consultabili sul sito.
Maggiori informazioni su www.oasycontemporaryart.com
Per soggiorni: www.oasidynamo.org

