Quanti litri di birra artigianale produrreste per festeggiare il matrimonio di vostra sorella? La risposta è 100 litri di birra o, almeno, questo è quello che risponderebbe la famiglia protagonista del nuovo film diretto da Teemu Nikki al cinema dal 17 luglio per I Wonder Pictures, che ha scelto di costruire una commedia a tratti brillante e a tratti grottesca dedicata a un tema molto complesso come il rapporto dei finlandesi con l’alcol. Al centro della storia ci sono due sorelle di mezza età, Taina e Pirkko, che di mestiere producono il sahti, una birra fatta in casa da più di mille anni dal sapore molto ricco, un po’ dolce e molto forte. Le cose cambiano quando le due promettono di produrre 100 litri di birra per l’imminente matrimonio della sorella Päivi, trasferitasi da tempo a Helsinki e costretta a camminare con delle protesi di titanio dopo un incidente causato da Taina.
Nonostante le buone intenzioni, il giorno prima del matrimonio le sorelle si rendono conto di aver bevuto tutto il sahti che hanno prodotto, lasciando loro appena 24 ore di tempo per recuperarne altro. Il risultato è una commedia grezza, una storia che mescola western, dark humor e tenerezza ma anche un tributo alle piccole comunità e alla birra sahti, prodotto anche dalla famiglia del regista che ha attinto a piene mani anche dalla sua esperienza personale. «Vengo da Sysmä e il provincialismo è una parte importante della mia identità. Ogni volta che posso, faccio riferimento alle mie origini, al fatto che provengo da una famiglia di produttori di sahti», spiega il regista aggiungendo che, in genere, il sahti, non poi così comune oggigiorno, si gusta durante il giorno di Midsummer (la Festa del Sole di Mezzanotte), a Natale, ai matrimoni, ai funerali o, semplicemente, per il piacere di farlo come le due protagoniste di 100 litri di birra.
«Ha una reputazione leggendaria come bevanda capace di appagare pienamente, dare alla testa dopo pochi sorsi e rimescolare lo stomaco. Voglio mostrarvi il sahti come parte importante di una comunità e dell’identità dei personaggi principali, come il vino per gli italiani o la birra per i tedeschi. Il bere non è un tema nuovo nel cinema finlandese, ma io voglio raccontare questa storia a modo mio, attraverso gli stilemi della black comedy. Il film non parla di alcolismo, ma delle sue cause. Voglio che il pubblico possa immedesimarsi nei personaggi principali e sia spinto a riflettere, tra una risata e l’altra, sul motivo di questa ilarità», conclude Teemu Nikki, riuscito nell’impresa impossibile di realizzare una commedia sul bere e sulle abitudini di consumo di alcol dei finlandesi in maniera intelligente, come un western dalle atmosfere calde che sembra girato negli anni ’60.

