Messi in soffitta gli sci, a Cortina è iniziata la stagione delle camminate: il momento e il modo migliore per godersi la bellezza del paesaggio. Perché se il fascino della montagna innevata è incontestabile, pare difficile eguagliare l’incanto che sprigionano la nuda roccia delle Tofane e del Cristallo incendiata dai raggi del sole o le acque turchesi del lago di Sorapis quando riflettono il profilo del Dito di Dio. Inconfondibili scorci da cartolina da apprezzare senza fretta, insieme a molti altri, percorrendo a passo lento i sentieri che si srotolano per oltre 400 chilometri attorno alla Perla delle Dolomiti, molti dei quali raggiungibili con gli impianti di risalita aperti anche in estate.
Dalle Tofane alle 5 Torri con la Cortina Skyline
Un immenso playground per trekker di ogni livello che, da un paio di settimane, è ancora più accessibile grazie all’apertura stagionale, il 28 giugno, della Cortina Skyline, la cabinovia che collega l’area delle Tofane al comprensorio 5 Torri-Falzarego, facilitando l’accesso alla loro rete di sentieri vecchi e nuovi.
La cabinovia Cortina Skyline collega l’area delle Tofane al comprensorio 5 Torri-Lagazuoi. Il 28 giugno ha inaugurato la stagione estiva (ph: Markus Greber).
Ve ne sono per tutti i gusti e i livelli, dalle passeggiate panoramiche per famiglie ai tracciati più impegnativi riservati ad escursionisti esperti, con un denominatore comune: la magnificenza dell’ambiente. Fra le novità di quest’anno, il percorso naturalistico che collega il rifugio Duca d’Aosta al Pomedes, un facile itinerario di circa un chilometro ai piedi delle Tofane scandito da pannelli informativi sulla geologia e la flora delle Dolomiti, che piacerà ai curiosi e a quanti cercano un’esperienza immersiva e consapevole nel paesaggio.
Dalla sommità del Lagazuoi, a quasi 3.000 metri d’altitudine, lo sguardo spazia su un’infilata di vette, dalle Tofane alle Odle, dalla Marmolada (ph: Ute Dandrea).
Il giro della Grande Guerra
In mezzo a queste montagne si snodano anche i sentieri che compongono il tratto ampezzano del giro della Grande Guerra, in inverno parte di uno dei più amati skitour dolomitici ma ormai un classico anche del trekking. I percorsi si sviluppano fra forti, trincee, gallerie scavate nella roccia, e, per quanto possa sorprendere chi non vi abbia mai messo piede, si tratta in gran parte di tracciati adatti a tutti.
Veduta di Cortina incoronata dalle Dolomiti ampezzane (ph: Alessandro Zardini).
In qualche caso anche a persone con problemi di mobilità, costrette a spostarsi in carrozzina, come il sentiero che dal Rifugio Lagazuoi arriva alla cima del Piccolo Lagazuoi (2.778 m) con la croce eretta in memoria dei caduti nel conflitto. Chi ama le sfide preferisce raggiungere la vetta percorrendo il sentiero Kaiserjäger, un tracciato impegnativo con alcuni tratti esposti attrezzati e l’attraversamento del celebre ponte sospeso. Conquistato il picco, si torna al rifugio per concedersi il meritato riposo sulla terrazza assolata, con vista su una distesa di cime, dalle Tofane alle Odle, alla Marmolada.
Trekking alle pendici della Tofana de Rozes. I sentieri in quota si raggiungono facilmente grazie agli impianti di risalita aperti in estate (ph: globeblogueurs).
Itinerari di fondovalle a Cortina
Anche i percorsi nel fondovalle possono regalare panorami spettacolari. Per la vista a 360 gradi sulla conca ampezzana incoronata dalle montagne basta imboccare il sentiero che dal centro del paese porta alla storica frazione Campo, ma sono uno spettacolo imperdibile anche le cascate di Fanes, all’interno del Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, che si raggiungono costeggiando il corso gorgogliante del torrente Ru de Fanes fino al belvedere.
Vista dall’alto delle cascate di Fanes, meta di un trekking che costeggia il corso del torrente omonimo (ph: Pietro Albarelli).
Nell’hotel con vista
A fine giornata, non si perde il contatto con il paesaggio rifugiandosi al Rosapetra Spa Resort, un’oasi di pace in posizione defilata con ampie vetrate aperte sui monti. Ma tutto in questo boutique hotel a cinque stelle, parte di Relegance – The Unexpected Collection, rimanda al territorio.
L’esterno del Rosapetra Spa Resort di Cortina, boutique hotel a 5 stelle in posizione defilata, circondato da boschi e prati e con grandi viste sulle montagne.
Anche gli interni delle 33 camere e suite, riuscito connubio di tradizione alpina e design contemporaneo, dove i rivestimenti in legno d’abete e pietra di Castellavazzo, insieme all’uso di velluti, pelli e alla presenza di opere di artisti internazionali, creano un’atmosfera insieme raffinata e accogliente.
Una delle suite del Rosapetra Spa Resort. Tutti gli interni sono un riuscito connubio fra tradizione alpina e design.
Omaggia il territorio pure il ristorante fine dining Vista – il nome non è casuale -, aperto agli esterni, dove in menu non mancano mai proposte che celebrano la tradizione e le materie prime locali.
Le Tofane incorniciate dalle grandi vetrate di Vista, il ristorante fine dining dell’hotel.
Una Spa per rigenerarsi
Molto apprezzata, soprattutto al temine di una giornata passata sui sentieri, la Spa con affaccio privilegiato sulle Tofane, fra le migliori 100 d’Europa secondo la classifica della Guida Touring. Vi sono una piscina riscaldata di 12 metri, saune interne ed esterne, bagno turco e mediterraneo, cascate di ghiaccio e aree relax dove recuperare le energie perdute.
La Spa è uno dei fiori all’occhiello del Rosapetra. Inserita fra le 100 migliori d’Europa dalla Guida Touring, offre percorsi olistici personalizzati per una rigenerazione completa.
Ma il fiore all’occhiello sono i trattamenti. Da pochi mesi i rituali Valmont, marchio svizzero leader nella cosmetica cellulare, si sono aggiunti a quelli firmati Herbal Touch, percorsi olistici personalizzati che mirano a una rigenerazione completa: estetica, fisica e psicosensoriale. Proprio quel che ci vuole, prima di rimettersi in cammino.

