Petra Molino Quaglia lancia Neogranìa, un progetto che punta a riscrivere il futuro del grano tenero attraverso una nuova idea di filiera agricola, tracciabile e partecipativa.
Nato all’interno del percorso Petra Evolutiva, Neogranìa mette al centro un’alleanza concreta tra contadini e panificatori, che scelgono di “adottare” un raccolto e di farlo crescere anno dopo anno secondo i principi dell’agricoltura evolutiva. Non più sementi standardizzate, ma popolazioni di grano che si adattano naturalmente al clima e al suolo in cui vengono coltivate, dando vita a varietà autoctone uniche per gusto, resilienza e identità. Ogni campo, ogni stagione, ogni farina raccontano una storia diversa: quella di una collaborazione stretta tra chi coltiva e chi trasforma, tra chi custodisce i semi e chi li porta nel piatto. L’obiettivo è dare vita a una filiera viva, etica e tracciabile, capace di rigenerare economie rurali, valorizzare il sapere agricolo e proporre un modello alimentare più consapevole, fuori dalle logiche del mercato di massa.
Un grano che si adatta, una farina che racconta
Neogranìa si basa su un processo naturale di selezione climatica spontanea, da cui nascono nuove varietà di grano direttamente in campo. Il termine tecnico è “fitogenesi autoctona”: si parte da una popolazione di semi diversi e si lascia che sia il territorio a selezionare le spighe più adatte a sopravvivere, rafforzarsi, fiorire.
Il risultato è una filiera viva, dove ogni campo è diverso, ogni raccolto ha una sua identità e ogni farina è unica. In pratica, non esiste più uno standard fisso, esiste l’adattamento. Questa apparente variabilità è in realtà un vantaggio competitivo perché significa creare prodotti legati al tempo, al luogo e alla specificità di ogni raccolto, che sfuggono alla replica industriale.
I benefici si riflettono anche sul piano produttivo e ambientale. Le popolazioni evolutive si dimostrano più resilienti al clima, necessitano di meno trattamenti e promuovono una biodiversità che rigenera il suolo. Ogni campo diventa così un piccolo laboratorio naturale, in grado di migliorare la qualità del terreno e ridurre la dipendenza da fertilizzanti e fitofarmaci, con effetti economici e ambientali positivi.
Il progetto coinvolge agricoltori, mugnai e artigiani del pane e della pizza in una rete partecipativa, coordinata da un custode dei semi e da un micromolino per la macinazione monoraccolto. Un sistema che rompe con la standardizzazione industriale e ricostruisce la relazione diretta tra chi coltiva e chi trasforma.
Un nuovo valore per la filiera, dentro e fuori il campo
Neogranìa punta a redistribuire il valore lungo tutta la filiera: riconosce un prezzo equo ai contadini, offre ai professionisti farine tracciabili e identitarie e garantisce al consumatore un prodotto autentico. Il modello è sostenibile su più livelli: ambientale, grazie alla riduzione degli input chimici e alla tutela della biodiversità, economico e sociale, perché promuove un’agricoltura resiliente, incentiva le economie locali e valorizza il sapere contadino.

