Il corpo senza testa trovato il 21 febbraio 2008 in un cartone lungo l’autostrada del Brennero è stato identificato solo di recente: si tratta di Mustafa Sahin, 20 anni, ammazzato dal suocero Alfonso Porpora, che mai aveva accettato la relazione con la figlia pur avendolo costretto a sposarla quando lei rimase incinta la prima volta.
La vittima è il padre di due suoi nipoti
Il ragazzo vene ucciso a Sontheim an der Brenz, il suo corpo caricato in auto dal suocero e abbandonato in autostrada. È stato proprio Porpora a raccontarlo mentre è in carcere in Germania per altri due omicidi: ancora un compagno della figlia e un uomo di 59 anni a cui aveva affittato un immobile.
Il racconto, che la polizia tedesca ha condiviso con i colleghi italiani, ha permesso di risolvere il cold case rimasto per anni un mistero per la procura di Bolzano. Porpora, 62 anni, non ha rivelato il movente né ha ammesso di aver tagliato la testa del genero fino a quando, dal carcere di Ellwangen dove è detenuto, ha confessato.
Altri due omicidi
Marco, altro fidanzato della figlia, nel 2014 venne portato in garage da Porpora e dai suoi due figli, e strangolato come Mustafa. Dopo aver nascosto il cadavere in un congelatore, fu smembrato con una motosega, i resti portati fino in Sicilia e nascosti un bosco nei pressi di Enna. Infine, nel 2018, l’uomo uccise anche il proprietario del garage che aveva preso in affitto. Prima del delitto Porpora e i due figli l’avevano legato per estorcergli la firma su diversi contratti. I figli stanno scontando 9 e 15 anni di carcere, mentre il padre è stato condannato all’ergastolo.
Il ritrovamento
A recuperare il cranio, in modo assolutamente fortuito, è stato il nuovo proprietario della casa in cui il killer abitava, sotto alcune lastre di cemento. Per avere la certezza dell’identità dei resti verrà effettuato l’esame del Dna e altre analisi genetiche.

