Al sesto giorno consecutivo di bollino rosso, dalle Alpi al Mediterraneo, la morsa di calore che attanaglia l’Italia diventa emergenza. Con i blackout che spengono le città, i pronto soccorso presi d’assalto da fragili e anziani, le ambulanze che sfrecciano sull’asfalto che si scioglie per soccorrere persone colte da malore. E i primi morti, come la donna di 53 anni, cardiopatica, che, sotto i 38 gradi della Sicilia, si è accasciata senza più riprendersi su un marciapiede a Bagheria, in provincia di Palermo.
Due operai gravi, le Regioni vietano il lavoro all’aperto
Caldo assassino soprattutto se incrocia la mancanza di adeguate misure a tutela dei lavoratori: alle tre e mezza del pomeriggio, a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza, i 40 gradi sono la probabile causa delle emissioni di monossido di carbonio e anidride solforosa che fanno perdere i sensi all’operaio marocchino di 48 anni che si cala in una cisterna di alluminio e non risale più. Finisce in coma, in morte cerebrale. In rianimazione il collega svenuto mentre cercava di salvarlo. L’ordinanza che vieta il lavoro all’aperto nelle ore centrali della giornata firmata proprio ieri dal governatore del Veneto Luca Zaia entrerà in vigore solo domani. Troppo tardi, almeno per loro. Da un capo all’altro dell’Italia, i presidenti di Regione firmano tutti analoghe ordinanze. Tutti tranne cinque: Friuli Venezia Giulia, Alto Adige, Valle d’Aosta, Molise e Marche ( dove è in arrivo) .
Oggi diciotto città con il bollino rosso
Diciassette città con il bollino rosso, e oggi ( con Campobasso) saranno diciotto. Con le reti dell’elettricità già in crisi per cavi surriscaldati e il sovraccarico che sarà sempre maggiore e non in grado di reggere. Ieri a Bergamo bassa e in molti comuni del Milanese, e in pieno centro a Firenze, i black out mandano in tilt le città: semafori spenti, persone bloccate in ascensore, hotel, negozi, bar e ristoranti, case senza corrente elettrica. Panico, condizionatori che si spengono e un’altra notte tropicale in arrivo. Con gli ospedali che preparano brandine aggiuntive nei pronto soccorso che nel giro di pochi giorni registrano già un venti per cento di accesi in più: anziani, malati con patologie respiratorie croniche, fragili. Ma anche turisti che, nonostante le temperature proibitive, non rinunciano a riposare nelle ore più calde: come la sessantaseienne asiatica svenuta ieri sulla terrazza del duomo di Milano.
L’appello del ministero della Salute: “Seguite le indicazioni”
«I cittadini seguano con attenzione le indicazioni di prevenzione per il caldo, consultino i bollettini meteo e si prendano cura delle persone più esposte, come anziani, bambini piccoli, persone con malattie croniche e lavoratori esposti al sole», l’accorato invito del ministero della Salute.
Tocca attrezzarsi a resistere. Perché l’estate è appena iniziata e le ondate di calore si susseguiranno, avvertono i meteorologi. Le grandi città, almeno, provano a farlo: Roma propone tende raffrescate della Croce Rossa per i pellegrini del Giubileo, Napoli diffonde una mappa di “rifugi climatici” in ville e giardini, Bari mette in strada i pony della solidarietà per distribuire acqua e beni di prima necessità, ingressi gratuiti per gli anziani nelle piscine comunali e nei musei comunali con sale climatizzate.
E ora il rischio bombe d’acqua nel weekend
Andrà avanti così fino al weekend almeno al Nord dove è già alta la preoccupazione per i violenti temporali che alimentano colate di detriti dalle montagne dove i picchi di caldo contribuiscono a staccare polveri e massi. Frane improvvise che preoccupano gli esperti, come quella che ieri ha interessato il massiccio del Sorapis nel Cadore rendendo difficile l’accesso a Cortina: quattro metri di altezza, un fronte di cento metri, 50.000 metri cubi di detriti che solo per miracolo non hanno investito automezzi e persone.
A Bardonecchia, dopo il nubifragio, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano testa il sistema di allerta che questa volta ha funzionato: niente vittime ma molti danni al territorio. Con un occhio a quello che potrebbe succedere nel fine settimana al centro nord e da lunedì al sud dove piogge torrenziali e bombe d’acqua potrebbero interrompere le ondate di calore estremo. Con tutti i rischi che ne conseguono in un Paese dal territorio violentato come l’Italia.

