“Potrei farlo ma non credo ci siamo bisogno”, di prorogare la scadenza del 9 luglio sui dazi”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox News precisando che il suo team “sta inviando lettere” ai circa 200 Paesi colpiti dalle misure. “Abbiamo fatto un accordo sui dazi con la Cina e con la Gran Bretagna, stiamo lavorando ad intese con tutti gli altri”.
L’economia globale intanto “risentirà dell’impatto dell’alta incertezza ancor prima del pieno effetto dei dazi” visto che le imprese stanno ritardando gli investimenti e le famiglie aumentano il risparmio per cautelarsi.
L’allarme arriva dalla Banca dei regolamenti internazionali nel suo Rapporto economico annuale.
“La frenata deve ancora manifestarsi nei dati – scrive l’istituto di Basilea – ma l’alta incertezza e la fiducia in calo di consumatori e imprese segnalano chiaramente un deterioramento in arrivo per l’attività economica”, con la crescita attesa in peggioramento significativo “per diversi Paesi”.
I dazi che “agitano i mercati finanziari e minacciano di ridisegnare il panorama economico globale”, arrivano “in un mondo già alle prese con frammentazione economica, calo della produttività”, debito pubblico elevato e peso crescente di “istituzioni finanziarie non bancarie meno regolamentate”.
Una serie di vulnerabilità pre-esistenti che “aggravano i rischi” per la stabilità finanziaria e la sostenibilità del “debito senza precedenti in diversi Paesi”, secondo la Banca dei regolamenti internazionali. “Le politiche pubbliche sono fondamentali come forza stabilizzatrice” e “devono agire con decisione su più fronti per garantire la stabilità dei prezzi e promuovere una crescita economica sostenibile, preservando al contempo la stabilità economica e finanziaria”, dice il direttore generale, Agustín Carstens.
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