Un museo interamente dedicato alla migrazione. Quella degli olandesi verso il nuovo continente e quella dei popoli che, da tutto il mondo, hanno raggiunto i Paesi Bassi. Fenix è il primo dei tanti motivi per cui, quest’anno, vale la pena mettere in agenda un weekend a Rotterdam.
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Rotterdam: cosa vedere in un weekend
Fenix, museo della migrazione
La location è al n. 5 di Paul Nijghkade, nei locali di quello che un tempo era il più grande magazzino di trasbordo al mondo, realizzato negli anni Venti per la Holland America Line.
La piattaforma panoramica in acciaio Tornado: fa parte del Fenix, il nuovissimo museo dedicato alla migrazione, firmato MAD Architects. Dalla terrazza si gode una vista a 360° sulla città.
Al centro della struttura l’architetto Ma Yansong, dello studio MAD Architects, ha aggiunto il Tornado: una scala a doppia elica che sale a spirale verso il cielo fino a una piattaforma panoramica sopra al tetto, a simboleggiare il viaggio e la continuità.
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Un ambiente di Portlantis, spazio espositivo e centro visitatori del porto.
Nuovo spazio culturale (con vista)
Poco più in là, lo storico magazzino Santos è un edificio di otto piani che dall’autunno (2025) sarà l’attesissima nuova sede del Nederland Fotomuseum, con una collezione di oltre sei milioni di immagini, una libreria, una biblioteca, aule didattiche, una caffetteria e un ristorante con vista sullo skyline di Rotterdam.
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Il cielo sopra le Case cubiche, progetto innovativo firmato nel 1984 da Piet Bloom, emblema di una sperimentazione urbana ancora vivissima
Laboratorio urbano
Restando con i piedi per terra, anche se a filo d’acqua, ci si sposta verso ciò che resta di quello che, fino al Rotterdam Blitz, il bombardamento che nel 1940 ha quasi raso al suolo l’intera città, era il centro storico. A pochi passi dal vecchio porto, i volumi squadrati e gialli delle Case cubiche di Piet Bloom, costruite nell’84, sono l’emblema (e il punto di partenza) di una sperimentazione urbana che ha convertito la città olandese in un laboratorio continuo di novità architettoniche.
La trasformazione è avvenuta, negli anni, senza rinunciare al rispetto dell’ambiente. Come? Grazie al Rotterdam Climate Agreement, accordo congiunto tra amministrazione cittadina, aziende e organizzazioni sociali che, entro il 2030, prevede una riduzione del 50 per cento di CO2, la protezione della biodiversità e la creazione di edifici accessibili alla comunità. Oltre a uno sviluppo parallelo di superfici costruite e spazi dedicati alla natura: in pratica, a ogni nuovo edificio deve corrispondere l’aumento di aree verdi.
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In bici a Museumpark, il quartiere museale di Rotterdam.
Spazio al verde
È il caso dell’Hofbogenpark, realizzato sul primo viadotto ferroviario olandese che per più di un centinaio di anni ha unito Rotterdam con L’Aia: due chilometri di spazi verdi con alberi, piante, fiori, aree per bambini e zone picnic, la versione olandese della più famosa High Line di New York.
O, ancora, del SAWA, edificio che sarà completato entro l’anno, interamente costruito in legno, con ampie terrazze verdi e spazi pubblici pensati per gli abitanti del quartiere, come l’orto pensile sopra il basamento della struttura. Non c’è da sorprendersi, dunque, se anche il New York Times ha inserito Rotterdam tra le destinazioni da non perdere nel 2025.
Un ambiente di Portlantis, spazio espositivo e centro visitatori del porto.
La sfera delle meraviglie
Tornando a quel che resta del centro storico, è d’obbligo una tappa al Depot Boijmans Van Beuningen. L’iconica semisfera riflettente realizzata dallo studio olandese MVRDV, che ha firmato anche il famoso mercato coperto Markthal, è il primo deposito d’arte al mondo che permette uno sguardo dietro le quinte della vita dei musei, una full immersion nelle attività di conservazione, restauro e gestione di opere.
Anche il vecchio edificio delle Poste di Rotterdam, a due passi dal municipio, è al centro di un avveniristico progetto che lo trasformerà in hotel 5 stelle e zona residenziale di lusso, il Post Rotterdam. E come emblema una nuova torre di 156 metri.
Surf urbano
Circondati dalle architetture futuristiche che spuntano come funghi lungo le rive e i canali, qui è possibile anche fare surf. RiF010 è la prima area urbana al mondo dedicata a questo sport: un tratto del canale Steigersgracht, lungo 125 metri e largo 25, è stato trasformato in una piscina con onde artificiali dove esperti e neofiti vengono per provare l’ebbrezza di surfare tra i grattacieli.
Né mancano le architetture galleggianti: è il caso del Floating Office, edificio multiuso energeticamente autosufficiente con uffici, un ristorante e una grande terrazza esterna con piscina. O, ancora, della Floating Farm, fattoria dove vivono 40 mucche e i prodotti caseari ricavati dal loro latte sono venduti nei supermercati della città.
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Un dettaglio della grande cupola del Markthal, un’altra icona urbana firmata MVRDV.
Il porto racconta
Per rendere omaggio alla principale realtà di Rotterdam e al suo cuore pulsante, il porto, che è il più grande d’Europa, a marzo è stato inaugurato Portlantis, spazio espositivo e centro visitatori progettato ancora una volta da MVRDV, mentre l’allestimento permanente distribuito su tre dei cinque piani è dello studio Kossmanndejong.
L’edificio è stato realizzato con prodotti sostenibili, compresi quelli dei pannelli isolanti di facciata, che utilizzano in parte materiali riciclati, ed è energeticamente neutro grazie ai suoi 266 pannelli solari, alla pompa di calore e al mulino a vento dedicato. Il risultato è che genera il 30 per cento in più di energia rispetto ai consumi.
Non solo: la struttura è smontabile, in modo che le sue parti possano essere facilmente riutilizzate e persino le fondamenta dell’edificio sono state progettate per non lasciare traccia, evitando di impiegare palificazioni di cemento.
“Portlantis è un luogo di interesse per i visitatori, certo, ma anche e soprattutto per gli abitanti di Rotterdam: permette di vedere come cambiano le cose nel porto e come queste trasformazioni influiscono sia sul tessuto urbano che sulla vita dei suoi abitanti”, afferma l’architetto Winy Maas, socio fondatore di MVRDV. “È un faro e, al tempo stesso, una sorta di torre di guardia per la città”. Una macchina che racconta una storia, quella di una città che non si ferma mai.
Come arrivare
In aereo: voli diretti da Bergamo Orio al Serio e Roma Fiumicino con Transavia (transavia.com)

