Giornaliste e giornalisti Rai senza
giusto contratto che lavorano nei programmi, riuniti nel
Coordinamento ‘Programmi Rai – Giusto Contratto’, sono in
presidio sotto la sede Rai di via Asiago a Roma mentre è in
corso la riunione del Cda sui nuovi palinsesti. Il Coordinamento
– che riunisce Report, Presadiretta, Mi manda Rai 3, Indovina
chi viene a cena, Il cavallo e la torre, Il posto giusto,
Elisir, Unomattina, La Vita in Diretta – contesta “l’accordo
firmato dalla Rai con i sindacati Usigrai e Unirai il 5 giugno
scorso che porterà all’assunzione nei Tg regionali di oltre 120
giornalisti con un vincolo di permanenza di almeno 5 anni,
accordo che porterà allo svuotamento di gran parte delle
redazioni dei programmi giornalistici di informazione,
approfondimento e inchiesta della Tv pubblica”.
I giornalisti dei programmi Rai per il giusto contratto
“chiedono di essere immediatamente regolarizzati dall’azienda e
di continuare a lavorare nelle redazioni e nelle sirezioni di
appartenenza dell’Approfondimento e del Daytime Rai”.
Al presidio è intervenuto anche il conduttore di Mi Manda Rai
3, Federico Ruffo: “Oltre al fatto di dire con fermezza no a
questo accordo così com’è – ben sapendo che la coperta è corta e
da qualche parte qualcosa bisognerà sacrificare, ma di certo non
tutto dalla nostra parte – c’è un’altra cosa che dobbiamo
ricordare: non siamo stati rappresentati – ha detto Ruffo – e
questo è un punto su cui non bisogna più accettare alcun
compromesso. Non siamo mai stati veramente rappresentati. E
questo per due motivi: non gliene è mai importato veramente
niente, perché noi siamo davvero i figli di un giornalismo
minore. Il secondo è che il sistema che porta all’elezione dei
nostri rappresentanti a determinati tavoli fa sì che il
regionale pesi più di noi. Anche noi vogliamo contare tanto
quanto loro, non possiamo contare uno e loro venti. Quindi oggi
dobbiamo per forza di cose aspettare che qualcuno scenda a
dirci: ‘Forse abbiamo sbagliato la misura di questo accordo,
forse possiamo trovarne uno diverso'”.
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